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Parco Artexplora

 

Il parco tematico ha sede nel sito paesaggistico ed artistico architettonico di S.Lucia, località collinare nel comune di Cesena. Dalla sommità della collina (m. 275 slm) si ha una stupenda veduta a 360 gradi: in particolare a sud è il panorama delle colline fino alle cime appenniniche, a nord la visione della città e della pianura fino al mare. La chiesa, ora sconsacrata, è un architettura neoclassica di rara bellezza ed equilibrio, opera dell'architetto Leandro Marconi.

 

Il parco è composto da:

 

- l'orto-giardino

- la giostra d'epoca di Gianni Rodari

- i giochi all'aperto

- le istallazioni di landart

- il sentiero paesaggistico

- la ex-chiesa

 

Approfondisci

Un luogo recuperato alla bellezza della visione

 

di Lucietta Godi e Claudio Cavalli

Il ritorno del complesso di S.Lucia di Cesena al suo fascino collinare è il risultato di un lavoro collettivo che ha interessato proprietà, architetti, ingegneri, impresa edile, artigiani, istituzioni come il Comune di Cesena e la Soprintendenza ai Beni culturali di Ravenna. Gli interventi di queste persone, il dialogo proficuo e positivo fra loro, spesso appassionato, sono stati decisivi e questo libro intende ricordarli anche per gli anni futuri. Lo dobbiamo a loro se oggi possiamo ammirare di nuovo la chiesa di S. Lucia, la sua bellezza architettonica, il suo raro equilibrio neoclassico, il suo contesto di paesaggio incantevole, con un panorama fra quinte collinari, il mare Adriatico all’orizzonte e una pianura padana a perdita d’occhio.

 

Forse è una regola non scritta che i luoghi in cui si trovano chiese o siti dedicati a S.Lucia siano di rara bellezza e vedano un felice incontro fra opera creativa della natura e creazioni dell’uomo. Sembra che i nostri antenati, spinti da un pensiero affettuoso nei confronti della santa, abbiano sempre cercato di collocarla in luoghi di visioni suggestive per rendere onore alla luminosità del suo nome e a parziale risarcimento del crudele martirio che, secondo la tradizione, l’ha privata dell’uso degli occhi.

Proprio un’idea visionaria di bellezza deve avere guidato duecento anni fa parroco, uomini e donne di queste povere colline a realizzare un’ opera insolita per una collina fuori città: un’architettura neoclassica disegnata da un grande architetto di allora, Leandro Marconi.

 

Il pensiero che ci ha guidato è stato molto simile a quello di quei nostri antenati e a quello di architetti e artigiani medioevali e rinascimentali che costruivano le cattedrali pensando alla loro bellezza e solidità perché sfidassero i secoli. Certo, la dimensione di S. Lucia è più ridotta, è una piccola bellezza di collina, ma noi l’abbiamo restaurata con quello spirito e pensando alle giovani generazioni presenti e future.

 

Da quasi quaranta anni i bambini e i ragazzi sono una costante del nostro impegno personale e professionale: per loro abbiamo scritto e creato spettacoli teatrali, programmi televisivi, avventure conoscitive, libri e racconti, festival, percorsi di narrazione, poesia e gioco sui capolavori dell’arte. E proprio ad avvicinare i giovanissimi allo straordinario patrimonio artistico del nostro paese è destinato il sito di S. Lucia, perché sia un parco in cui si possano scoprire con piacere le bellezze dell’arte: i capolavori e i grandi maestri del passato, le opere e la poesia degli artisti della contemporaneità.

 

Un luogo che è anche un paesaggio dell'anima

di Giordano Conti

Una chiesetta in cima alla collina, la corona dei vigneti e dei frutteti intorno e, in fondo, la pianura e il mare. È questo il ritratto di Santa Lucia per chi dalla città risale il lungo Savio e, oltrepassato il borgo fortificato di Roversano, vuole immergersi in un paesaggio di dolci sinuosità geologiche che conserva le tracce di una storia lunga alcuni millenni e la memoria e l’identità di una popolazione profondamente legata alla terra e alle sue risorse.

A Santa Lucia si respira un’aria d’altri tempi, immersa com’è fra i campi e i poderi che vivono il mutare ciclico delle stagioni, il mistero sacrale dell’eterno ritorno. Primavera. Estate. Autunno. Inverno. 

 

“Guardo questa terra che porta il colore disseccato dell’inverno. Il silenzio fuma in un vapore violetto dagli avanzi del mondo dimenticato al freddo degli spazi. Le nuvole dormono senza moto sopra le creste dei monti accavallati e ristretti; e sotto il cielo vuoto si sente solo la stanchezza delle vecchie strade bianche e consumate giacere in mezzo alla pianura fosca”. È un paesaggio dell’anima, quello di Renato Serra nel suo Esame di coscienza di un letterato. Ma è un paesaggio che trova un riscontro profondo nella densità storica e antropologica di un territorio che è mutato nei secoli senza mai perdere la propria identità. “Popoli razze nazioni da quasi duemila anni sono accampate fra le pieghe di questa crosta indurita: flussi e riflussi, sovrapposizioni e allagamenti improvvisi hanno a volta a volta sommerso i limiti, spazzate le plaghe, sconvolto, distrutto, cambiato. Ma così poco, così brevemente. Le orme dei movimenti e dei passaggi si sono logorate nel confuso calpestio delle strade; e intorno, nei campi, nei solchi, fra i sassi, la vita ha continuato uguale; è ripullulata dalle semenze nascoste…”

 

Nel gioco dell’eterno ritorno, ecco una chiesa abbandonata, ormai distrutta dall’inclemenza del tempo che passa e dalle dimenticanze degli uomini, risorgere su sé stessa, come l’araba fenice, e riacquistare una nuova vita. Non più luogo d’incontro dei parrocchiani durante la messa della domenica mattina o nelle feste comandate, ma spazio della gioia, della creatività, dell’arte, che si nutre di storia con l’ansia del futuro, per interpretare un’aspirazione verso la bellezza che è propria dell’uomo in ogni tempo e paese e che ha bisogno di affermarsi nella contemporaneità. È questo, mi pare, il progetto di Claudio Cavalli e della sua famiglia. E il suo approdo a Santa Lucia, nella chiesa finalmente restaurata, è di buon auspicio per una comunità che può trovare nel miracolo dell’arte un’occasione di dialogo col mondo.

parco tematico

dall'alto